Moto cinesi in Italia: Tra Prezzi bassi e marketing aggressivo, facciamo il punto

Moto cinesi in Italia: Tra Prezzi bassi e marketing aggressivo, facciamo il punto

14 Marzo 2026 0 di La Redazione

DOVE SIAMO OGGI

La CFMOTO V4 SR-RR, presentata come prototipo all’EICMA 2025, è una superbike da oltre 210 CV con motore 997cc. Si prevede un prezzo sotto i 20.000 euro !!

Scrivendo questo articolo sono consapevole di espormi come possibile bersaglio nel mirino dei sostenitori del “nuovo che avanza”, di quelli che sostengono che le moto europee costano troppo e, soprattutto, dei felici possessori — spesso neofiti o motociclisti di ritorno — dei nuovi marchi che si stanno affacciando sul mercato, oltre che di vecchie conoscenze “resuscitate” dal colosso industriale cinese.
In ogni caso siamo in democrazia (almeno qui sul mio blog) e ognuno è libero di pensarla come vuole. Io parlerò naturalmente per me, esponendo – sul finale – le mie motivazioni così come ho sempre fatto in ciò che scrivo, cercando di mantenere il giudizio il più possibile pensato e misurato.
Partiamo da un dato di fatto.
Internet è diventata una terra dove la pubblicità fa spesso da padrona. In questo contesto anche molte riviste motociclistiche specializzate hanno sempre meno spazio per un giudizio realmente indipendente, perché sono leccac inevitabilmente legate agli investimenti pubblicitari e ai rapporti con le aziende che gli portano lavoro.
Questo significa che i giudizi sui prodotti messi alla prova (devono) spesso essere “pesati”. Le recensioni diventano così esercizi di equilibrio: i difetti raramente vengono definiti per quello che sono, mentre i pregi finiscono quasi sempre per essere esaltati. In molti casi il compito implicito non è tanto analizzare una moto in modo critico, quanto piuttosto convincere gli scettici e invogliare i potenziali clienti all’acquisto.
Ma quali sono, concretamente, i marchi motociclistici cinesi che stanno arrivando con forza anche sul mercato europeo e italiano?

I principali marchi di moto cinesi presenti in Italia


Negli ultimi anni il mercato europeo ha visto l’arrivo — o il ritorno — di numerosi marchi legati all’industria motociclistica cinese. Alcuni sono brand completamente nuovi, altri invece sono nomi storici europei rilevati, riesumati e rilanciati da grandi gruppi industriali asiatici che acquistano già più credibilità portando sul mercato Italiano un nome conosciuto, (spacciandolo per italiano ?) – forse – per chi non conosce la storia Moto Morini e Benelli- per esempio. Tipo questa.

Tra i marchi più presenti e in crescita troviamo:


Benelli
CFMOTO
Voge
Zontes
QJMotor
Moto Morini
SWM Motorcycles


Il dato interessante: dove stanno vendendo davvero queste moto
Osservando i dati di mercato emerge un aspetto piuttosto interessante: il successo delle moto prodotte o controllate da gruppi cinesi non riguarda tutte le cilindrate allo stesso modo.
La loro diffusione è particolarmente forte in alcune fasce ben precise del mercato, soprattutto tra le moto di media e medio-bassa cilindrata, ovvero quelle comprese tra 300 e 700 cc.
È proprio in questo segmento che si concentrano molti dei modelli più venduti. Moto come la Benelli TRK 502, la Voge 525DSX o la Moto Morini X-Cape 650 sono esempi evidenti di come questo tipo di prodotto intercetti perfettamente una fascia di pubblico molto ampia: motociclisti alle prime armi, neopatentati con patente A2 e soprattutto motociclisti di ritorno.


Al contrario, nelle cilindrate superiori — oltre gli 800 o 900 cc — questi marchi sono ancora poco presenti e fanno molta più fatica ad affermarsi, dove il mercato continua a essere dominato dai costruttori giapponesi ed europei con una tradizione tecnica e sportiva consolidata.
In altre parole, la vera battaglia commerciale non si sta combattendo nel segmento delle maxi moto -per ora- ma proprio nel cuore del mercato: le cilindrate medie, quelle che oggi rappresentano la porta di ingresso nel motociclismo per moltissime persone.

Moto Morini Xcape 1200 ( per citare la nuova maxi moto)
Voge Valico
Benelli Trk 502 (la prova di motohub.it)


Perché le moto cinesi stanno vendendo così tanto in Europa


Il successo dei marchi motociclistici cinesi in Europa non è casuale e non dipende da un solo fattore, ma da una combinazione di elementi industriali e commerciali molto precisi.
Il primo, e più evidente, è naturalmente il prezzo. Moto con caratteristiche simili possono costare anche diverse migliaia di euro in meno rispetto alle concorrenti europee o giapponesi, rendendole particolarmente attraenti per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle due ruote.
Il secondo fattore è la dotazione di serie molto ricca. Display TFT, accensione keyless, elettronica avanzata e numerosi accessori sono spesso inclusi già nella versione base, creando l’impressione di un rapporto qualità-prezzo estremamente vantaggioso.
Il terzo elemento è la strategia industriale dei grandi gruppi cinesi, come Qianjiang, Loncin o Zhejiang CFMOTO Power. Queste aziende hanno investito enormemente in ricerca, design e collaborazioni internazionali, arrivando in alcuni casi a produrre componenti o motori anche per marchi occidentali.
Infine c’è un aspetto spesso meno discusso ma altrettanto importante: il marketing e la presenza mediatica. Negli ultimi anni questi marchi hanno investito molto nella visibilità, nelle reti di concessionari e nella comunicazione online, riuscendo a costruire rapidamente una percezione di affidabilità e modernità.
Il risultato è che oggi, nel giro di pochi anni, i marchi motociclistici cinesi sono passati da essere considerati una curiosità di mercato a diventare protagonisti sempre più presenti nelle classifiche di vendita europee anche con linee spesso e volentieri scopiazzate – ultimamente s’intravede rispetto al passato una migliore personalizzazione delle moto-


Una riflessione finale


Arrivati a questo punto la domanda vera non è tanto se le moto cinesi siano destinate a restare oppure no sul mercato europeo. La vera domanda è come cambierà il motociclismo nei prossimi anni sotto la pressione di questi nuovi protagonisti industriali.
È indubbio che l’arrivo di marchi legati a grandi gruppi come Qianjiang, proprietario di Benelli, oppure Loncin, che produce le moto del marchio Voge, abbia cambiato gli equilibri del mercato, soprattutto nelle cilindrate medie.
Prezzi competitivi, dotazioni ricche e una produzione industriale su scala enorme stanno permettendo a questi marchi di conquistare quote sempre più importanti di mercato. È un fenomeno reale, sotto gli occhi di tutti, che sarebbe sbagliato ignorare o liquidare con superficialità.
Allo stesso tempo, però, il motociclismo non è fatto soltanto di numeri, schede tecniche e listini prezzo. È fatto anche di storia, identità, cultura industriale e tradizione tecnica e sportiva, elementi che per decenni hanno costruito il prestigio di molti marchi europei e giapponesi.
Il tempo dirà se questi nuovi costruttori riusciranno davvero a costruire qualcosa di simile oppure se il loro successo resterà legato soprattutto alla convenienza economica, Perché al momento a parità di prezzo e prodotto probabilmente farebbero più fatica ad emergere
Nel frattempo il mercato sta parlando chiaro: sempre più motociclisti stanno scegliendo queste moto. E questo, piaccia o meno, significa che il panorama delle due ruote in Europa sta cambiando molto più velocemente di quanto molti immaginassero soprattutto in un contesto in cui anche i marchi più blasonati spesso vanno alla ricerca di metodi sempre più complessi per massimizzare i profitti e in qualche caso ( come è successo in KTM o in BMW ) vengono abbandonate alcune caratteristiche costruttive e quindi in parte la tradizione del marchio a favore di sistemi più facili da vendere sul mercato o economici soprattutto per i modelli di media gamma sfruttando spesso solo il buon nome come trampolino di vendita entrando in diretta concorrenza con le moto emergenti inpiegandone spesso sia la tecnologia made in china che i motori.

BMW G310R ( prodotta in collaborazione con TVS Motor Company ma con molti componenti di filiera asiatica).
BMW F850gs (prodotta in Cina da Loncin)
KTM 790 Duke ( condivide motore con CF MOTO)

Pensiero Personale

Signori. A voi l’ ardua sentenza. Per quanto mi riguarda (come motociclista) non mi sento ancora pronto a comprare una moto cinese per quanto possa essere ben costruita e a prezzi abbordabili. Forse anche perché non sono mai stato un esploratore delle cose nuove, soprattutto quando mi accorgo che sono fatte adoc per massimizzarne l’impatto sul mercato a solo scopo di vendita. Sono cresciuto tra una generazione di motociclisti che ha sempre cercato nelle moto una certa anima e unicità. Case costruttrici con una storia alle spalle ben consolidata (anche nelle competizioni) e soprattutto che specialmente in certi modelli hanno riversato tonnellate di passione e spesso pensando “poco” alle future vendite. Rischiando, in un mondo dove c’era anche meno concorrenza, meno varietà di proposte e meno esigenza da parte dell’ utenza. Detto questo , per chiudere il cerchio -arrivato alla mezza -credo che ci sia anche una componente anagrafica da non escludere perché se ci pensate, le future generazioni di motociclisti saranno nate già con questa realtà del motociclismo e insieme allo sviluppo – che sarà inevitabile – nascerà anche la storia, come d’altra parte lo è stato per le altre case blasonate oggi ma che nel passato – Ducati, costruiva radio, BMW le auto, Kawasaki costruiva navi e così via

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