Ayrton Senna, il mito che amava le Ducati

Ayrton Senna, il mito che amava le Ducati

29 Aprile 2020 0 di La Redazione

1 maggio 2020

Sono passati 26 anni da quel maledetto primo Maggio del 1994 dove ad Imola Ayrton Senna andò incontro al suo destino. Alla curva del tamburello si infransero improvvisamente i sogni di un uomo alla ricerca del suo quarto titolo iridato, probabilmente, in quel gran premio morì il pilota di Formula 1 più grande della sua era.

Ayrton nel 94 passò finalmente alla Williams, da lui fortemente voluta. Era la monoposto migliore degli ultimi due mondiali, ma con il nuovo regolamento però cambiò qualcosa. In quell’anno venne eliminato qualsiasi tipo di controllo elettronico sulle vetture (sospensioni attive, ABS, Traction Control, Cambio automatico, quattro ruote motrici e differenziale elettronico) con l’intento di far tornare il pilota al centro della guida delle monoposto. Con tutto ciò e con l’aggiunta del rifornimento in gara e conseguente riduzione della dimensione dei serbatoi, le monoposto divennerò ancor più leggere. I livelli di competitività tra le auto cambiarono ma soprattutto diventarono pericolosissime, difficili se non impossibili da domare, dei veri e propri mostri, un errore del pilota o un imperfezione della pista lo si pagava caro, l’annata si rivelò tragica per la Formula 1 con molti piloti vittime di incidenti gravi e due incidenti mortali. Ayrton, Nonostante un inizio di stagione non proprio brillante, si dimostrò il più veloce nel giro secco, rivelando ancora una volta la sua straordinaria sensibilità al volante, senza aiuti elettronici, con una Williams che aveva oltretutto dei grossi problemi di guidabilità. E’ importante sottolineare, riguardo all’incidente al tamburello, che Senna non fu vittima di un suo errore, ma fu vittima di una formula1 arrivata oltre i limiti, della passione che lo portava a correre nonostante tutto, oltre ad aver avuto un immensa sfortuna nella dinamica dell’impatto . Io quella Domenica ero alla televisione, incredulo che tutto questo fosse capitato proprio a lui, il migliore di tutti, il mio idolo di quegli anni. Senna fu un vero fuoriclasse, un mito amato da tutti, per le sue imprese leggendarie, e anche come uomo, nonostante una carriera relativamente breve, durata solo 10 anni. Da quel giorno la Formula 1 non fu più la stessa, con Senna si chiuse un era. La stagione continuò, certamente, ma partendo da zero, consapevoli di aver commesso dei grandi errori, da non ripetere. La sua morte fu un vero e proprio spartiacque tra quello che c’era prima e quello che ci fu dopo.

Dopo questa breve ma doverosa introduzione, nel giorno dell’ anniversario di quel tragico incidente, passiamo a qualcosa che non tutti sanno. Ayrton nascondeva un altra passione, oltre all’automobilismo, che era quella per le moto ed in particolar modo per le Ducati alle quali si interessò particolarmente. Senna era già possessore di una bellissima Ducati 851 (prima moto prodotta dal gruppo Cagiva) con la quale in alcune foto lo si vede ritratto intento a lucidarla da vero amatore, come quella in copertina. Inoltre gli venne consegnata la prima Ducati Monster 900 mai prodotta, rigorosamente rossa (n°telaio 000001).

Nei Primi anni 90 i fratelli Claudio e Gianfranco Castiglioni erano difatto proprietari sia della Ducati che della Cagiva. Fu in quel periodo che Claudio, Appassionato di Formula 1, arrivò a conoscere Senna e da li nacque una stima reciproca ed un amicizia. Agli inizi del 1994 Claudio ebbe l’occasione di presentare a Senna la prima Ducati 916 strada. Quest’ultimo rimase profondamente colpito da quella bellezza e armonia delle forme ed era la moto perfetta per iniziare un progetto già in cantiere da tempo. Unire il marchio Ducati al nome Senna. Da quell’ incontro nacque la Ducati 916 Senna e si scelse come base la raffinatissima 916SP. Venne presentata in tre colorazioni, nero/grigio color Canna di fucile, grigio argento e Total black unite a degli sgargianti cerchi a 3 Razze di un inconfondibile Rosso/arancio intenso, bellissimi.

La Senna I Venne prodotta in soli 300 esemplari che andarono subito a ruba. La presentazione doveva essere ufficializzata nel Giugno del 1994 ma l’incidente che costò la vita all’asso Brasiliano, che doveva essere protagonista del lancio, la fece slittare fino al Motor show di Bologna a Dicembre dello stesso anno in un evento/Tributo a cui parteciparono Castiglioni, Jean Alesì, Pier Luigi Martini e la sorella di Ayrton, Vivianne, co-Fondatrice assieme al fratello della Fondazione Senna impegnata ad aiutare i poveri del suo paese, il Brasile.

Parte dell’ Amore e del calore che risiedeva negli appassionati e tifosi di Senna in tutto il mondo, nonchè da parte dei suoi connazionali, in lacrime al suo funerale, risiedeva proprio dal fatto che il pilota fosse sempre stato in prima linea per aiutare le persone in seria difficoltà in Brasile. Senna, era nato in una famiglia ricca e viveva negli agi in un paese profondamente diseguale, voleva fare di più per poter dare una possibilità a chi nella vita non ne aveva mai avuta, dapprima con donazioni in maniera anonima e successivamente, dal 1994, la sorella aprì una fondazione con il suo nome, che Senna aveva fortemente voluto già prima della sua morte, così ogni oggetto, ogni iniziativa che utilizzasse il brand Senna, avrebbe pagato una Royaltis alla fondazione, la quale avrebbe reinvestito il ricavato per finanziare le opere di beneficienza. In tutto questo erano di fatto coinvolte anche le meravigliose Ducati Senna. Oltre Alla Senna I, visto il grande successo ottenuto, vennero prodotte anche una seconda ed una terza serie. Oggi tutte e tre le serie sono di una rarità assoluta e si pagano care sul mercato. In fin dei conti chi compra una Senna compra molto più di una 916..compra la carriera di un pilota eccezionale, il desiderio di aiutare il suo paese, l’amicizia con Castiglioni e la passione che aveva per le Ducati.

Successivamente Vennero prodotte anche una serie MV Agusta F4 versione Senna nel 2005 e una serie Panigale 1199 nel 2015 Senna per il 20° anniversario della morte solo per il mercato Brasiliano prodotta in 161 esemplari, tanti quanti i GP disputati dal campione indimenticato.

MV Agusta F4 Senna (2005)
Ducati 1199 Panigale Senna (2015)
bellissimo cortometraggio sulla personalità e la passione di Ayrton Senna