Gilera Ferro 850: la Naked che avrebbe potuto cambiare la storia di Gilera. #Amarcord

Gilera Ferro 850: la Naked che avrebbe potuto cambiare la storia di Gilera. #Amarcord

28 Settembre 2026 0 di La Redazione

Presentata nel 2003, la Gilera Ferro 850 era una naked italiana decisamente fuori dagli schemi. Aveva un bicilindrico a V, trasmissione automatica/sequenziale, telaio a traliccio e monobraccio posteriore. Doveva riportare Gilera nel mondo delle moto di grossa cilindrata, ma non arrivò mai alla produzione. La sua storia, però, non finì lì.

Una Gilera diversa dalle altre

Nel 2003 Gilera cercava una nuova identità.

Il marchio italiano, ormai fortemente legato agli scooter, aveva bisogno di tornare a parlare agli appassionati di motociclette, perché la Gilera le moto le sapeva fare, anche bene. Al Salone di Milano di quell’anno comparve così un prototipo destinato a far discutere: la Gilera Ferro 850.

Nell’ era in cui la Honda Hornet 600 spopolava grazie ad un rapporto qualità prezzo notevole, la Ferro Non era la classica naked con motore quattro cilindri e cambio tradizionale. La Ferro proponeva una strada completamente diversa, mettendo insieme un design aggressivo e una tecnologia che, per l’epoca, era decisamente poco comune su una moto e decisamente avanti, troppo avanti

Il risultato era una naked compatta e muscolosa, caratterizzata da un particolare gruppo ottico anteriore,un semi cupolino che ricordava da una parte un elmo medioevale e dall’ altra richiamava fortemente la storica Gilera MX1 125. Il telaio era a traliccio, forcellone monobraccio e scarichi sotto il codone, in gran voga allora e decisamente bellissimi

A firmare il progetto stilistico furono Frascoli Design e Marabese Design, nomi importanti del design motociclistico italiano.

Il cuore della Ferro: un V2 da 850 cm³

La vera particolarità della Ferro non era però soltanto estetica.

Sotto il telaio trovava posto un bicilindrico a V di 90° da circa 850 cm³, raffreddato a liquido e dotato di quattro valvole per cilindro.

La potenza prevista era nell’ordine degli 85-90 CV, un valore interessante per una naked destinata all’inizio degli anni Duemila.

Il V2 aveva caratteristiche che lo rendevano particolarmente adatto alla filosofia della Ferro: coppia ai medi regimi, dimensioni relativamente compatte e un’architettura capace di distinguersi dai più comuni quattro cilindri dell’epoca.

Ma era la trasmissione a rendere davvero particolare questa Gilera.

Una moto con un cambio speciale

La Ferro utilizzava infatti una trasmissione a variazione continua controllata elettronicamente, una soluzione derivata dalla tecnologia CVT già conosciuta nel mondo degli scooter ma reinterpretata per una motocicletta di grossa cilindrata.

Il sistema permetteva di utilizzare la trasmissione in modalità automatica oppure di intervenire manualmente attraverso una gestione elettronica dei rapporti simulati.

Nel 2003 era una soluzione decisamente anticonvenzionale.

L’idea era semplice: offrire la praticità di una trasmissione automatica senza rinunciare alla possibilità di gestire direttamente il comportamento della moto.

Una filosofia che oggi può sembrare meno sorprendente, ma che vent’anni fa rappresentava una scelta decisamente coraggiosa.

Una ciclistica da vera sportiva

Gilera non aveva costruito la Ferro come un semplice esercizio di stile.

Il prototipo disponeva di una forcella upside-down da 51 mm, freni Brembo e un raffinato forcellone monobraccio.

Il telaio era un traliccio in tubi d’acciaio e il peso dichiarato era di circa 189 kg a secco, mentre l’interasse si aggirava sui 1.450 mm.

Anche la soluzione degli scarichi era particolarmente scenografica: i terminali erano nascosti sotto il codone, contribuendo a rendere molto pulita la parte posteriore della moto. Curiosamente simile alla ducati 999/749 che usci quell’anno

Era quindi una naked con una dotazione tecnica che non aveva nulla a che vedere con quella di uno scooter tradizionale ma neanche con una moto

Ad un passo dalla produzione

Quando la Ferro venne mostrata al pubblico, l’idea non era quella di costruire semplicemente una concept bike destinata a rimanere su un piedistallo.

Il progetto era considerato abbastanza concreto da far pensare a una futura produzione.

Le prime indiscrezioni parlavano di un prezzo nell’ordine dei 7.500-8.000 euro, una cifra che avrebbe potuto rendere la Ferro particolarmente interessante nel mercato delle naked di grossa cilindrata.

Poi, però, lo scenario industriale cambiò. Ne abbiamo parlato ampiamente in un articolo dedicato.

In sintesi nel 2004 il gruppo Piaggio acquisì Aprilia e la strategia dei marchi motociclistici del gruppo venne progressivamente riorganizzata.

La Ferro non arrivò mai sul mercato e non incontro’ mai gli appassionati. Chissà se qualcuno il giorno della presentazione avrebbe voluto averne una Credo di si

La Ferro non morì del tutto: il suo motore è arrivato davvero

Ed è proprio questo il capitolo più interessante della storia.

Il progetto del V2 non venne abbandonato.

La tecnologia sviluppata attorno a quel propulsore trovò successivamente applicazione su altri modelli del gruppo Piaggio, dando origine a una vera famiglia di motori da circa 850 cm³.

Uno dei risultati più conosciuti fu lo scooter Gilera GP800, presentato nel 2007.

Il maxi-scooter utilizzava un bicilindrico a V di 839 cm³ capace di circa 75 CV e poteva raggiungere una velocità nell’ordine dei 200 km/h.

Parallelamente, lo stesso concetto tecnico arrivò sulla Aprilia Mana 850, una delle motociclette più particolari e fallimentari prodotte da Aprilia negli anni Duemila.

La Mana utilizzava infatti un bicilindrico V90° da 839 cm³ abbinato alla trasmissione CVT elettronica, proprio la soluzione che aveva rappresentato uno degli elementi distintivi della Ferro.

La Ferro, quindi, non entrò in produzione, ma molte delle sue idee finirono sulle strade sotto altri nomi forse perché evidentemente quel progetto era davvero valido anche se non ebbe il successo che avrebbe meritato in nessuna delle sue Successive apparizioni.

Un’occasione mancata per Gilera?

È difficile dire cosa sarebbe successo se la Ferro fosse entrata realmente in produzione.

Nel 2003 il mercato delle naked stava vivendo una fase di grande crescita e una Gilera 850 con motore bicilindrico, ciclistica sportiva e trasmissione automatica avrebbe rappresentato un prodotto decisamente originale. La parte che avrebbe forse spaventato i motociclisti sarebbe stato proprio quel cambio decisamente anticonvenzionale e legato molto al mondo degli scooteroni. Forse, per la guida sportiva sarebbe stato poco appagante, forse molto performante. Chissà

Ma la Ferro magari con un cambio più ” commerciale” Avrebbe permesso a Gilera di tornare nel mondo delle moto di grossa cilindrata con un’identità completamente diversa da quella degli scooter e soprattutto in un settore che all’ epoca tirava di Brutto. Le Naked.

La storia, invece, prese un’altra strada.

Aprilia divenne il marchio del gruppo maggiormente associato alle motociclette sportive e la tecnologia della Ferro venne sviluppata soprattutto attraverso la Mana e il GP800.

Una Gilera da ricordare

Oggi la Ferro 850 è praticamente sconosciuta al grande pubblico. Motohub la vuole ricordare perché da un lato resta un grande rammarico. Una realtà che avrebbe potuto rappresentare ancora una volta quello che siamo capaci di fare in Italia

Non è una moto che si può cercare normalmente sul mercato dell’usato, perché non è mai entrata in produzione. È rimasta un prototipo, uno dei tanti progetti interessanti che hanno attraversato la storia dell’industria motociclistica italiana senza arrivare fino alla catena di montaggio.

Ma proprio per questo è interessante.

La Ferro rappresenta una sorta di “what if” della storia Gilera: cosa sarebbe successo se quel prototipo fosse diventato la prima vera moto di una nuova generazione Gilera?

Non possiamo saperlo.

Possiamo però osservare ciò che è successo alla sua tecnologia negli anni successivi.

Il V2 da 850 cm³ è diventato una realtà. La trasmissione automatica è arrivata sulla produzione di serie. E il concetto della Ferro ha trovato una seconda vita anche se molto al di sotto delle sue potenzialità.

La Gilera Ferro 850 rimane quindi una moto mai nata davvero, ma allo stesso tempo una delle concept più importanti in un periodo di grandi scelte e cambi di rotta all interno del gruppo piaggio

E forse è proprio questo il suo fascino: non è soltanto una moto che avrebbe potuto essere.

È una moto che non è mai nata, ma una parte di lei ha davvero preso vita

motohub.it