Cafè Racer, promosse o bocciate?

Cafè Racer, promosse o bocciate?

1 Febbraio 2019 1 di La Redazione

Quella delle Cafè Racer è diventata una realtà sempre più in espansione nell’ultimo decennio tanto da diventare una vera e propria categoria a se, un fenomeno di massa e di moda, talmente in voga da spingere anche le maggiori case motociclistiche a produrre dei modelli di moto che rispecchiano questo nuovo settore.

Il termine cafè Racer oggi è diventato di uso comune, ma in realtà non se ne e’ sentito parlare molto da trent’anni fino all’esplosione della categoria.

Pare invece che questa terminologia non sia nata negli ultimi anni, ma che risalga persino agli anni 60 e che abbia visto la nascita del fenomeno in Gran Bretagna. Era un nomignolo affibbiato ai ragazzi dell’epoca che si ritrovavano al Bar con le loro moto modificate e customizzate anche con pezzi autocostruiti e private di ogni cosa superflua che ne potesse richiamare le origini,spesso più turistiche, dandogli l’idea di sportività e velocità. A pensarci bene, una cosa non molto diversa da come si intende una Cafè Racer oggi in chiave decisamente retrò.

Original Cafe’ Racers

Il mercato moderno delle Cafè Racer nasce probabilmente dall’unione di più fattori, uno di questi è senza dubbio la crisi economica (per svariati motivi) , l’altro è indubbiamente l’espansione del mercato delle naked (a cui somigliano molto sotto certi aspetti) principalmente per la scomodità di molte di quest’ultime . Quando parlo di crisi è perchè, senza dubbio, per i primi fantasiosi ideatori di queste moto sarà stato molto più economico trasformare una vecchia moto, customizzandola, con le proprie possibilità e con il tempo, che comprarne una nuova, molto più costosa. Magari partendo da un cimelio lasciato in fondo ad un garage per arrivare al risultato finale di una moto particolare.

In tempi non troppo lontani sono quasi certo che una, se non la prima casa motociclistica ad aver costruito inconsapevolmente una buona base per una cafè racer sia stata la Ducati con il Monster prima serie. Questa moto oltre ad aver dato una spinta e in buona sostanza aver creato il settore delle Naked, è stata anche una moto customizzata all’inverosimile, con un catalogo di pezzi aftermarket pressochè infinito. Molti possessori si sono divertiti negli anni a costruirne alcune davvero particolari ma restando fedeli all’ idea di base di sportività ed essenzialismo. Ducati è sempre stata una spanna avanti a tutti in quanto a stile ed in alcuni casi ha influenzato anche le mode del futuro, lo si può vedere anche dalla bellissima e rivoluzionaria SportClassic.

Gli aspetti più o meno comuni a tutte le moderne Cafè Racer sono: Dei semimanubri sportivi, una sella monoposto (che va a chiudere il posteriore della moto, con o senza codino) , dei cerchi nuovi e diversi, la sostituzione delle sospensioni anteriori con delle più corte e sportive, la rimozione di vecchi cupolini, cambio delle fanalerie e delle freccie originali, sostituzione strumentazione con un contachilometri molto basilare,infine, la sostituzione dello scarico originale con uno artigianale più sportivo e rumoroso il tutto rifinito da una riverniciatura..Alla fine da tutte queste modifiche ne dovrebbe venire fuori il concetto finale di Cafè Racer, intesa come moto dall’idea sportiva ma sostanzialmente in stile Retrò richiamando quel senso di originalità in voga negli anni 60.

Oggi ce ne sono veramente per tutti i gusti, le più gettonate sono quelle costruite su base di motociclette ad interesse storico come ad esempio la BMW K100, le BMW R45 o R100 con il loro bellissimo motore Boxer a cilindri contrapposti oppure della Kawasaki KZ 650 oppure ancora su base Honda CB, moto Guzzi ma anche le varie Ducati con motore Pantah

Sul mercato dell’usato se ne trovano di tutti i tipi e a tutti i prezzi, spesso con ciclistiche un pò controverse e avventurose, forcelloni modificati “fai da te” gomme dalle dimensioni sproporzionate (specialmente quella davanti),cavi ovunque, oppure ancora, moto vecchie in tutto, belle solo a vedersi (da lontano) ma palesemente carenti di una revisione di tutte le componentistiche. Conosco alcuni che cavalcano l’onda improvvisandosi customizzatori, comprano moto vecchie a poco, con altrettanto poco le trasformano e le rivendono a troppo per quello che valgono,guadagnandoci..vi assicuro che il pollo che le compra lo trovano sempre, da qualche parte.

Tra queste moto “rimpolpettate” poi però spiccano anche modelli ben fatti (come quelle nelle immagini piu in alto), con criterio, verniciate adok, con ciclistiche più accettabili (spesso lasciate pressochè originali) ben restaurate e con motori ben revisionati…il prezzo sale ma inevitabilmete sale anche la qualità del prodotto finale nel suo complesso.

Per come la vedo io le Cafe Racer, artigianali,oltre ad essere poco utilizzabili, sono tutte destinate ai cosiddetti ”motociclisti da bar” o se preferite ai fighetti da aperitivo, vestiti stile Fonzie, muniti di “caschi”anch’essi in stile Retrò. Secondo me tutto questo ha più a che fare con le mode del momento che col motocilismo, che sfoggiano il loro lucido mezzo come se fosse solo un bell’accessorio che li accompagna, per fare breccia. D’altra parte vista la scomodità e la dubbia guidabilità di molte non le vedo utilizzabili in altro modo

Le uniche cafè Racer che mi sento di PROMUOVERE sono quelle costruite in serie dalle varie case motociclistiche, una su tutte la bellissima BMW Nine-t con l’avantreno derivato dalla S1000rr (scusate se è poco), oppure ancora la nuova Kawasaki Z900RS o la honda CB1000R. Queste oltre ad essere collaudate da ingengeri e professionisti sono anche più utilizzabili per un uscita fuori porta a medio raggio, un motociclista queste le può tranquillamente inserire nella lista dei desideri…per quanto riguarda il resto….

Sia chiaro, ognuno è libero di fare quello che vuole, l’importante è essere coscienti di quello che vogliamo. Se proprio dovete comprare una Cafè Racer autoprodotta e spendere delle cifre discutibili e neanche riscontrabili nei listini usato (si paga l’artigianalita’ e l’originalità) assicuratevi che siano curate il più possibile e soprattutto che abbiano ciclistiche sicure e ben messe a punto.