Anthony Gobert e quella gara indimenticabile con la Bimota n°501

Anthony Gobert e quella gara indimenticabile con la Bimota n°501

9 Febbraio 2021 0 di La Redazione

Correva l’anno 2000, la Superbike stava vivendo la sua Golden Era fatta dai piloti migliori e dalle moto più incredibili che si siano mai viste in Superbike. La lotta tra le case era arrivata al suo Apice e tutte ma proprio tutte volevano avere il loro spazio combattendo senza badare a spese, a tutti costi e ad ogni costo, la SBK era una vetrina troppo importante per rinunciare. In quei primi anni 2000 si sono viste moto pazzesche come l’Aprilia RSV 1000, primo 1000 bicilindrico quattro tempi in assoluto costruito da zero dalla casa di Noale, oppure, La Benelli Tornado 3, moto coraggiosa e rivoluzionaria costruita dal genio e dalla passione ancora tutta italiana con il tecnico Riccardo Rosa (ex Cagiva), oppure ancora Honda, che si stravolse con la bicilindrica bella e vincente VTR 1000 SP (Rc51) e poi, come dimenticare l’esclusivissima e costosissima Yamaha R7. Insomma, in quegli anni c’erano davvero tutti.

Non tutti si ricorderanno però di una moto e di un pilota veramente particolari, che insieme, in una fredda, piovosa e ventosa Domenica 23 Aprile del 2000, nel giorno di Pasqua, compirono il Miracolo infrangendo ogni pronostico, vincendo gara 1 a Phillip Island, restando in piedi mentre gli altri cadevano, arrancavano, rifilando ben 30 secondi al secondo arrivato, un certo Carl Fogarty. Il Pilota in questione è Anthony Gobert, classe 1975, la moto, una Bimota SB8k l’ultima moto schierata dalla casa Riminese nel mondiale delle derivate dalla serie dopo anni di assenza.Giusto per capire il significato di questa impresa Cominciamo raccontando qualcosa dal Pilota.

L’eccentrico Anthony Gobert, Sulla maglietta “sono chi sono” 😂

Soprannominato “the go show” per i suoi modi eccentrici e non solo, anche per le acrobazie che faceva in pista, era un talento fuori discussione, di quelli che debuttano con il botto. Infatti, approdò in Superbike nel 94 come Wild Card su una moto di media competitività come la Kawasaki e appena diciannovenne, fece la pole, arrivo’ terzo in Gara1 e vinse Gara2 nel Gran premio di casa in Australia. Pazzesco. In mezzo ad un branco di fenomeni e miti consacrati riuscì a vincere facendo dei numeri.

Spettacolo di Gobert sul podio “the go show”

Un pilota decisamente sopra le righe, un talento indiscusso che forse non ha avuto dal motociclismo quello che veramente avrebbe meritato, anche e purtroppo per via della sua vita da ragazzo scapestrato e ribelle fuori dalle piste (trovato positivo più volte alla cannabis) spesso si presentava nel paddock in condizioni diciamo non proprio brillanti, ma che comunque, sapeva regalare le emozioni che solo genio sregolatezza sanno dare..figlio di un motociclismo diverso e di quegli anni irripetibili dove si percepiva ancora la passione e la cattiveria sportiva quella leale, botte in pista e amici fuori. Se si pensa che Gobert ha solo 4 anni in più di Valentino Rossi viene facile pensare a quanto poco sia durata la sua carriera motociclistica “sulla cresta dell’onda” e quella gara nel 2000 con la Bimota è stato il riassunto finale di tutta una carriera. L’ultima vittoria in SBK. Qui sotto vedetevi lo un video che ho trovato su YouTube, in cui Il leggendario telecronista sportivo Giovanni Di Pillo, che lo ha conosciuto, dice la sua e descrive Anthony Gobert.

la moto dell’ impresa invece era una Bimota SB8R, moto dalla scarsa competitività, in produzione su strada già da un paio di anni e che nel 2000 venne prodotta in serie limitata a 150 esemplari, in versione speciale, opportunamente allestita per poter essere omologata per correre nel campionato SBK. La moto prendeva il nome di SB8K, la quale sigla sta a significare Suzuki Bimota 8, ovvero l’ottava Bimota motorizzata Suzuki . Il motore è quello, rivisto e potenziato, della Suzuki TL1000R. Bimota cercò con questo motore Vtwin di adeguarsi alla concorrenza decisa a contrastare la Ducati utilizzando un motore bicilindrico. Purtroppo ne la moto né il motore vennero mai completamente sviluppati e messi a punto. Il motore era poco più potente di quello stradale e la moto non fu mai completamente sviluppata, non esegui neanche i test pre campionato, svoltosi proprio sul circuito Australiano (unico team wsbk assente). Una moto che più acerba di così non si poteva. Bimota comunque ritorna in SBK dopo nove anni di assenza e undici a digiuno di vittoria, l’ultima delle quali conquistata dal mitico Giancarlo Falappa sulla più competitiva YB4.

Su quella moto nessuno avrebbe scommesso un euro anche solo per una sola vittoria in tutto il mondiale e in quegli anni ormai Gobert si era già bruciato la piazza per via di tutte le vicissitudini legate alla droga e all’alcool…l’ultima sua carta da giocare era proprio su una moto fuori da ogni grazia. Eppure nella seconda gara del campionato questo pilota e la sua SB8K lasciarono tutti a bocca aperta. Il sogno si era avverato. Una sola vittoria, ma incredibile, come la storia di Gobert e della Bimota. Esplosi insieme come una supernova in quella gara. Dopo, Bimota si ritirò dopo appena 10 gare per fallimento costringendo Gobert a chiudere anticipatamente il mondiale 2000 e praticamente anche la sua carriera in WSBK. Quel giorno però, erano tutti e due sul tetto del mondo…di nuovo, scrivendo insieme una meravigliosa pagina di questo sport.

“THE GO SHOW”