Nostalgia SuperBike, gli anni d’oro che non torneranno più.cosa è cambiato.

Nostalgia SuperBike, gli anni d’oro che non torneranno più.cosa è cambiato.

24 Gennaio 2019 0 di La Redazione

Probabilmente molti di voi sono troppo giovani per ricordare di quando la SuperBike non era considerata un pò come…scusatemi il termine, il fratello povero della MotoGp, ma viveva di una fama propria, assolutamente lontana in tutto e per tutto dalla classe regina del motomondiale dell’epoca, che era la 500GP.

Giusto per dare un infarinatura generale sulla nascita della categoria, la SuperBike ha origine in America..un paese dove notoriamente si corre con tutto ciò che si muove. Non a caso nasce dall’idea di un pilota e prende il nome di Superbike Production, che nel tempo si trasformerà in AMA SuperBike, l’idea riscosse un notevole successo, e vide la nascita di piloti del calibro di Eddie Lowson e Kevin Schwantz , successo che convinse anche la FIM ad istituire nel 1988 un campionato mondiale SuperBike.

Il regolamento prevedeva e prevede ancora che possano partecipare solo modelli derivati dalle moto di serie e quindi tutte quelle vendute al pubblico ma che non siano Limited Edition, o specialbike. Prevede inoltre un certo sviluppo ed elaborazione della moto che nel tempo è stato modificato..in peggio…arrivando addirittura a disincentivarlo e ”castrare” le moto troppo competitive, come ad esempio è successo alla Kawasaki negli ultimi anni di dominio assoluto.

Un altro grande passo indietro è stato senz’altro fatto con l’eliminazione dal 2009 della fantastica e avvincente Superpole, che era un giro secco, lanciato a tutta in cui un pilota alla volta dovevano fare il miglior tempo possibile per piazzarsi più avanti la Domenica. ed era una lotta di nervi non indifferente.

Il periodo di massimo splendore della categoria è stato tra l’inizio e la fine degli anni 90 e primi del 2000, (non a caso fino ai primi anni dell’ entrata in scena della MotoGP ). In quegli anni sono nati dei veri e propri idoli che facevano impazzire i possessori delle moto con cui correvano i piloti e su cui poi si cimentavano tra le curve la Domenica, fieri di guidare un mezzo vincente nelle corse, tanto è vero che il motto delle case all’epoca era “vinci la Domenica, vendi il Lunedi”, questo per far capire quanto fosse influenzante il campionato nelle vendite.

I piloti della SBK erano visti come un pò più fuori di testa, rispetto ai cugini ricchi della 500Gp, gente che sembrava venuta da ambienti più vicini alle corse su strada che alla pista e generalmente mai approdati nel motomondiale..uno su tutti il ‘‘Leone di Jesi” alias Giancarlo Falappa…cavolo..quello si che era svitato..però, è rimasto nella storia e nel mio cuore e di tutti quelli che lo hanno visto correre, anche se, Il più grande di tutti rimane comunque King Carl Fogarty o the King che ha vinto 4 mondiali facendo volare la già supercompetitiva Ducati 916. Poi, come dimenticare tutti gli altri, Corser, Haga, Bayliss, Slight…insomma…questa era la Superbike. era un pianeta a se, un mondo fatto di gentaccia…di brutti ceffi.

La differenza sostanziale con le 2 tempi da gran premio giocava a favore della categoria, non venivano mai paragonati i piloti del Mondiale con quelli della SBK e soprattutto non era un posto dove si andava in pensione perchè rimasti a piedi o in cerca delle ultime glorie arrivando dalla MotoGp (come di tendenza negli ultimi 10-15 anni) era un posto dove nascevano degli idoli che non avevano niente a che vedere con gli altri. Forse , pensandoci bene,La rovina della Superbike deriva proprio dal fatto che esista la MotoGp con moto troppo simili in tutto ormai, a partire dalla stessa cilindrata e dove partecipano le stesse case costruttrici…comprare oggi una Panigale V4, significa comprare qualcosa di più simile ad una MotoGp che ad una Superbike. Secondo me i due mondi si sono mescolati un pò troppo e naturalmente ad avere la meglio è la categoria dei prototipi..dove tutto è di più..ecco perchè dico che i tempi d’oro non torneranno e purtroppo non possiamo farci niente, l’evoluzione è andata in un senso ed ha preso una chiara direzione, sia per il marketing che per pubblicità nelle vendite.

Come ciliegina sulla torta poi…da un po di tempo a questa parte.. in Superbike hanno messo quegli orrendi fanali finti (adesivi) che sembrano ricordare ai futuri acquirenti che compreranno una moto da strada e non una da corsa o una non MotoGp.

Ducati 851/888 G.Falappa